Il Progetto
Il progetto Bioplastica Vegetale ha come obiettivo principale la creazione di bioplastiche completamente biodegradabili e biocompatibili, a partire da scarti agricoli e zootecnici che oggi non hanno alcun valore commerciale.
Tra questi scarti ci sono, ad esempio, le trebbie di birra, un residuo della produzione birraria molto diffuso a livello regionale, con circa 2.000 tonnellate prodotte ogni anno (oltre 800 dalle aziende agricole che producono birra artigianale).
Un’altra risorsa inutilizzata è il pastone di mais o silomais contaminato da aflatossine: si tratta di un prodotto che, a causa di condizioni ambientali sfavorevoli, non può essere impiegato nell’alimentazione animale e rappresenta una perdita economica significativa per il settore zootecnico.
L’idea alla base del progetto è quindi semplice ma innovativa: trasformare questi scarti in una risorsa utile, contribuendo sia alla riduzione dei rifiuti che allo sviluppo di materiali sostenibili per il futuro.
La Proposta Progettuale
Il cuore del progetto è l’utilizzo della fermentazione microbica per ottenere polimeri PHA (poliidrossialcanoati), materiali di origine naturale che possono sostituire le plastiche tradizionali in molte applicazioni.
Ma il progetto non si ferma qui. Oltre alla produzione di PHA, gli stessi scarti verranno impiegati anche per sviluppare biocompounds: materiali innovativi ottenuti mescolando residui agricoli con plastiche di alta qualità, sia di origine fossile (come PE e PP), sia di origine biologica (come PLA o Mater-Bi). Nella fase iniziale si useranno materiali già diffusi sul mercato, per poi esplorare soluzioni più avanzate utilizzando proprio i PHA prodotti durante la ricerca.
Le bioplastiche da fonti rinnovabili rappresentano una valida alternativa per affrontare due sfide cruciali: ridurre l’uso di plastiche fossili e valorizzare gli scarti agricoli, evitando costi e impatti ambientali legati allo smaltimento (Wang et al., 2021).
Il Gruppo di lavoro dispone di un team multidisciplinare con competenze consolidate in microbiologia, biotecnologie, ingegneria dei materiali e sostenibilità ambientale. Al lavoro ci sono ricercatori, tecnici e aziende con esperienza diretta nella gestione sostenibile di allevamenti e birrifici agricoli.
Per sviluppare il progetto saranno impiegate principalmente biotecnologie industriali e chimica industriale, grazie anche al supporto dei laboratori dell’Università degli Studi di Padova, dotati di tecnologie all’avanguardia per l’analisi, la selezione dei microrganismi e la caratterizzazione dei polimeri. Questi strumenti permetteranno di sviluppare nuovi materiali biobased con applicazioni concrete nel settore agricolo, contribuendo alla transizione verso un’economia più circolare e sostenibile.
Obiettivi specifici del progetto Bioplastica Vegetale
Valorizzazione degli scarti agricoli tramite un approccio di bioeconomia circolare agricola.
Mira a convertire scarti agricoli come le trebbie di birra e il silomais contaminato da aflatossine in nuovi prodotti sostenibili destinati al settore agroalimentare. Tra questi, vaschette, ceste forate richiudibili, alveoli per piantine e packaging specifico per la birra, creando così una filiera virtuosa che riduce i rifiuti e restituisce valore agli scarti.
Sviluppare nuove competenze per la bioeconomia agricola.
Rafforzare il network e il patrimonio di conoscenze maturato dal Gruppo Operativo (G.O.) negli ultimi due anni, valorizzando l’integrazione tra competenze scientifiche e pratiche aziendali. L’obiettivo è quello di formare una nuova figura professionale, capace di operare nel settore della bioeconomia agricola, mettendo in dialogo la ricerca tecnico-scientifica con le reali esigenze operative delle aziende agricole
Formazione e sensibilizzazione degli operatori del settore.
Formare gli addetti del settore come aziende agricole, birrifici e allevatori, sulle grandi potenzialità offerte dalla bioraffineria e dalla bioeconomia circolare già attive a livello regionale, nazionale e internazionale, per favorire una maggiore consapevolezza e un’applicazione concreta di questi modelli innovativi.
Consulenza per lo sviluppo di iniziative imprenditoriali sostenibili.
Offrire consulenza mirata alle aziende agricole, con l’obiettivo di sostenere e diversificare il loro reddito attraverso nuove iniziative imprenditoriali legate alla bioeconomia circolare. Le aziende riceveranno supporto tecnico per individuare quali scarti agricoli possano essere trasformati in biocomposti, evitando così costi di smaltimento e creando nuove opportunità di valorizzazione economica e ambientale.
Partner del progetto
- Associazione Regionale Allevatori Del Veneto - A.R.A.V.
- Impresa Verde Rovigo Srl
- Società Agricola Targa Marino E Claudio S.S.
- Università Degli Studi Di Padova – Dipartimento Di Agronomia Animali Alimenti Risorse Naturali E Ambiente (DAFNAE)
- Birra Mastino Srl Società Agricola
- Federazione Regionale Coldiretti Veneto
- Gate 39 S.R.L.
